Attenzione: Questa pratica può essere uno strumento molto utile, non va tuttavia sottovalutato nel suo significato, nel suo potenziale e nel suo valore scientifico. Per qualsiasi dubbio o chiarimento non esitare a chiedere a professionisti che abbiano una formazione adeguata a riguardo.
Istruzioni per la meditazione sul respiro
Questo audio dura poco più di 8 minuti, fornisce le basi di un concetto teorico interessantissimo in grado di guidare verso uno stato di calma e di benessere significativi. Andrebbe approfondito e approcciato con cura e condivisione insieme a un professionista. Mi auguro che, in quanto breve pratica, possa essere un aiuto ma anche uno stimolo di riflessione sul funzionamento della nostra mente, con l'obiettivo di essere compassionevoli verso se stess*, ovvero motivarci con sensibilità, desiderio e impegno ad alleviare la sofferenza.
L'approccio compassionevole, suggerito nella pratica, non ha nulla a che fare con un sentimento di pena o di pietà, concetti sui quali ha preso forma nei secoli il termine compassione, assumendo una connotazione negativa (per esempio: “Certa gente mi fa proprio compassione”); il significato originale del termine “compassione” possiede componenti nobili e di ampio respiro, è l'espressione di un amore incondizionato e, in quanto tale, non può chiedere nulla in cambio, rappresenta un ponte per una comunione autentica con se stess* e con l'altr* non solo di sofferenza ma anche e, soprattutto, di gioia, curiosità, interesse, entusiasmo, ben-essere.
Gli ingredienti di questa pratica sono il respiro e il battito del cuore, nello specifico il ritmo del respiro e quindi anche la variabilità interbattito.
Brevemente, nell'ispirazione si attiva il sistema simpatico e nell'espirazione si attiva il sistema parasimpatico, più le espirazioni diventano lunghe, più aumenta il tono vagale (5/6 secondi), quindi si ottiene un naturale e spontaneo effetto calmante.
Seguendo le indicazione della mia voce, proviamo semplicemente a coordianare e a bilanciare l'attività simpatica con quella parasimpatica, cercando di aumentare armoniosamente e lentamente il tempo tra un respiro e l'altro.
Per approfondimenti si rimanda all'articolo IL RESPIRO: UNA CAREZZA CALMANTE.
Nota bene: Per semplicità, nell'audio, suggerisco di contare, nella mente, per accompagnare il respiro e regolarlo (1, 2, 3, pausa) ma, a volte, il conteggio può risultare fastidioso; se così fosse, proviamo allora a tenere il tempo immaginando, sempre con gli occhi chiusi, per esempio, la figura di un triangolo o di un quadrato, e immaginiamo di scorrere con lo sguardo su ciascun lato a ogni tempo.
Ricordando di darsi tempo serenamente, di non essere giudicanti e di non considerare questa esperienza come un esercizio prestazionale da fare perfettamente, suggerisco di farlo con cura, calma, pazienza e, soprattutto compassione.
Ti auguro un compassionevole appuntamento con Te stess*

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