- Ansia: definizione, segnali fisici e aspetti psicologici
- Attacchi di panico
- Le fobie
- Disturbo post traumatico da stress
- Disturbo ossessivo-compulsivo
Si prega il Lettore, interessato a questa sezione, di considerare le informazioni seguenti in modo non specifico né personale, per evitare il rischio di farsi travolgere dalla tentazione di sentire come propri alcuni sintomi e/o disturbi, ovvero considerare patologici, segni e sensazioni corporei assolutamente normali. Le spiegazioni seguenti sono state inserite a scopo informativo e NON per compiere AUTO-DIAGNOSI. Per cui si suggerisce di considerarle come spunti di riferimento e, nel caso di dubbi rispetto a eventuali sintomi riconosciuti come familiari è opportuno confrontarsi con un esperto (psicologo o medico), per evitare interpretazioni errate e conseguenti preoccupazioni. Le informazioni che seguono si riferiscono in modo generico al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell'Associazione Psichiatrica Americana (DSM-IV).
Vediamo insieme cos'è
l'Ansia, la sua definizione, i segnali fisici e gli aspetti psicologici
L'ansia può essere considerata come la manifestazione di una condizione acuta o cronica di stress. Lo stress è la conseguenza di un'attivazione emozionale prodotta da stimoli di varia natura (chimica, fisica, psicologica e sociale); l'agente stressante viene riconosciuto dal soggetto come minaccioso, superiore alle proprie risorse personali e in grado di compromettere il proprio benessere. Gli stimoli, che raggiungono il soggetto, attraversano una sorta di filtro cognitivo, che li valuta e attribuisce loro un significato di minaccia; se la minaccia è percepita e giudicata come reale, compaiono una serie di manifestazioni corporee e psichiche riconoscibili come ansia.
L’ansia, quindi, percepita a livelli gestibili e regolabili, costituisce un'importante risorsa, perché è una condizione fisiologica, efficace in molti momenti della vita per proteggerci dai rischi, attivare, ove necessario, lo stato di allerta e migliorare le prestazioni (per es. esami, colloqui di lavoro, sport agonistico).
Quando l'attivazione del sistema di ansia supera i livelli di gestione e regolabilità, siamo probabilmente nell'area dei disturbi d'ansia.
I disturbi d’ansia sono caratterizzati da una disfunzione del sistema che regola lo stato di allerta, per cui, eventi, situazioni, pensieri, sentimenti, segnali fisici, solitamente e generalmente sostenibili e gestibili, vengono vissuti con una sproporzionata preoccupazione.
Questa categoria si distingue per segnali fisici e aspetti psicologici specifici, che si esprimono attraverso diverse forme e si manifestano in contesti differenti a seconda delle varie tipologie di disturbo. Di seguito un elenco dei possibili segnali fisici e degli aspetti psicologici.
| Segnali fisici | Aspetti psicologici |
|---|---|
| aumento del battito cardiaco, del respiro, della tensione muscolare | eccessiva, continua e disfunzionale iperattivazione e ipervigilanza rispetto agli eventi esterni |
| sudorazione | apprensione |
| spasmi muscolari | preoccupazione |
| pallore | insicurezza |
| tremori | paura di perdere il controllo o impazzire |
| vertigini | paura di morire |
| comportamenti di fuga | anticipazione negativa |
| nausea o disturbi addominali | |
| sensazione di soffocameto | |
| costrizione toracica | |
| parestesie (torpore o formicolio) | |
| brividi o vampate di calore |
Lo psicoterapeuta accompagnerà il Cliente nell'esplorazione dei sintomi e delle situazioni che li scatenano, cercando insieme ad esso senso e significato e orientandolo verso un miglioramento del riconoscimento e della gestione delle proprie emozioni e delle situazioni problematiche.
Il supporto farmacologico può aiutare a contrastare i correlati fisici e comportamentali dell’ansia, tuttavia la psicoterapia consente un lavoro alla base del problema ed una rapida emancipazione dal farmaco evitando il frequente fenomeno della dipendenza psicologica dall’ausilio chimico e il protrarsi nel tempo di una condizione disfunzionale compensata dal farmaco stesso.
Attacchi di panico
Un attacco di panico ha un inizio e un termine precisi, ha una durata limitata (di solito inferiore ai trenta minuti) in cui il soggetto manifesta paura o disagio intensi.
Per parlare di Attacco di panico dobbiamo individuare almeno 4 tra i segnali fisici e gli aspetti psicologici delineati sopra, il cui sviluppo deve avvenire in modo improvviso e con un raggiungimento del massimo grado d'intensità nel giro di 10 minuti.
Il soggetto spesso finisce per rivolgersi all’attenzione medica temendo di avere un infarto o di essere sul punto di morire.
Diversamente dagli altri tipi di disturbi di ansia, gli attacchi sono improvvisi ("A ciel sereno"), non sembrano provocati da eventi particolari e possono ridurre notevolmente la qualità della vita di chi è coinvolto oltre a limitarne l'autonomia. Durante l’attacco di panico i sintomi psicologici alimentano quelli fisici, e viceversa, creando un circolo vizioso.
Le Fobie
Paura persistente e non razionale nei confronti di situazioni, attività o oggetti solitamente non vissuti come pericolosi. Alcune fobie specifiche possono ridurre notevolmente la qualità della vita di chi è coinvolto oltre a limitarne l'autonomia.
Vediamo esempi:
Acrofobia: paura dell'altezza e dei luoghi alti;
Omofobia: paura delle persone omosessuali, di diventare omosessuale o di essere considerato tale;
Agorafobia: paura di trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto;
Claustrofobia: paura di luoghi chiusi e ristretti come, ascensori, sotterranei, metropolitane, gallerie e di tutti i luoghi in cui il soggetto si ritiene accerchiato e privo di libertà spaziale attorno a sé;
Ipocondria: preoccupazione eccessiva e infondata relativa alla propria salute;
Aracnofobia: paura dei ragni (talvolta anche verso rappresentazioni o immagini molto realistiche).
Fobia sociale
Significativa e intensa paura di uno o più situazioni o contesti sociali in cui ci si trova a disagio di fronte a persone estranee e/o al possibile giudizio da parte degli altri. Il soggetto teme di agire in modo umiliante o imbarazzante e di mostrare la propria ansia attraverso la comunicazione non verbale.
Disturbo d'ansia generalizzata
Stato intenso di attesa apprensiva, accompagnato da ansia e preoccupazione di difficile controllo da parte del soggetto.
Disturbo post-traumatico da stress
Il soggetto è entrato in contatto, in modo diretto o indiretto, con uno o più eventi catastrofici, traumatici o violenti, che hanno causato morte o minaccia di morte o dell'incolumità propria o altrui. I vissuti provati comprendono sensazioni di paura e/o orrore persistenti nel tempo. L'evento traumatico viene rivissuto in modo persistente attraverso ricordi spiacevoli intrusivi e ricorrenti; flashback; sogni.
Non tutte le esperienze traumatiche conducono necessariamente ad un Disturbo post traumatico da stress, ma ogni Disturbo post traumatico da stress è generato da un’esperienza vissuta come traumatica dal soggetto.
Disturbo ossessivo-compulsivo
Caratteristica essenziale di questo disturbo è la presenza di ossessioni, ovvero pensieri o immagini vissuti dal soggetto come inappropriati, incontrollabili e intrusivi che provocano ansia, allarme o paura, e disagio intensi. Non si tratta di preoccupazioni semplicemente esagerate rispetto ai problemi della vita quotidiana, il soggetto tenta di ignorarle o di sopprimerle spesso attraverso la messa in atto di comportamenti ripetitivi, di rituali o di azioni mentali (compulsioni) con lo scopo di prevenire o ridurre il disagio.
Solitamente, nei pazienti con Disturbo Ossessivo Compulsivo, sono presenti sia ossessioni sia compulsioni, anche se in circa il 20% delle persone sono presenti ossessioni senza comportamento compulsivo.
Sia le ossessioni sia le compulsioni possono ridurre notevolmente la qualità della vita di chi è coinvolto.

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